Dicono di noi dal Live Wine

Live Wine 2018 sei cantine che non potete perdervi

Si è chiuso il Salone Internazionale del Vino Artigianale a Milano.  tre giorni intensi, belli ed emozionanti trascorsi tra i vignaioli e il vino naturale. Definirei una piccola “isola che non c’è” per gli amanti del vino naturale come me. Il vino è una realtà edonistica, inebria, fa bene allo spirito e al cuore a maggior ragione quando la chimica se ne sta lontana. Non che le grandi realtà non producano ottimi vini, ma è mio parere trovare ancora un po’ di poesia nel piccolo produttore mosso dalla passione che da i grandi imbottigliatori. Al Live Wine non ci sono grandi numeri ma viticoltori che operano a livello artigianale. E’ come trovarsi in un’immensa sala piena di calzolai, dove dovete trovare le scarpe che vi stanno bene. Purtroppo in tre giorni non si può conoscere tutti, ma per quei pochi con cui ho avuto modo di parlare e assaggiare il loro vino posso dire che li caratterizza un’onestà intellettuale, una storia magnifica ed un vino eccellente. Ho deciso di parlarvi di 6 cantine che mi hanno colpito particolarmente per le loro storie e naturalmente, per il loro vino. Ve li presento:

Damijan Podversic

“Il vino è la poesia della terra”. Apre con una frase di Mario Soldati il sito web di Damijan Podversic. Come dargli torto a questo gigante del vino, alto due metri  incute soggezione. Lui è un allievo di Gravner. Uomo di poche parole, se fai la fighetta con il suo vino e butti una goccia, ti guarda torvo e ti dice: “ho impiegato un anno a mettere in bottiglia quella goccia e tu la butti via”. Attenti, se andate a trovarlo scolatevi quello che vi da.Il vino è proprio come dice Guerra, una poesia. La poesia si nasconde in una Ribolla Gialla che è un nettare, secco e asciutto, tagliente, colmo di fiori e di eucalipto E’ un vino che vi farà salivare con la sapidità e una piacevolezza unica. La Malvasia è fresca, secca, dissetante, intensa, troverete odori di campagna goriziana e vi lascerà in bocca un finale lunghissimo.

Gordia

Istriano tutto di un pezzo nonchè chef eccezionale nel ristorante del suo agriturismo sulla collina che guarda il mare Adriatico . La Malvasia macerata e il bianco macerato mi hanno incantato. Vini orange a tutto tondo, fermentati a temperatura non-controllata e poi 30 giorni di macerazione con le bucce. Le bucce che salgono a galla (cappello di vinacce) viene ributtato a fondo  3 volte al giorno per dare loro quel colore indimenticabile.  La maturazione avviene in botti per invecchiamento di legno di quercia. Che cosa volete che ne esca fuori? Una meraviglia. La Malvasia ha un colore giallo oro denso, al naso il miele di acacia, la pasticceria, i lieviti e l’odore della terra bagnata. In bocca è avvolgente e dopo 18 mesi in botte regala una morbidezza unica. Vini non filtrato e naturalmente illimpiditi. Il bianco macerato è un blend di Malvasia, Sauvignon blanc e Pinot grigio. Un vino naturale sapientemente creato. Il brut di Gordia è l’unico che utilizza lieviti non autoctoni, con note tostate, freschezza, una bollicina sempre presente e mai aggressiva, ottima l’acidità che disseta e prepara a un nuovo sorso. Immenso

Dario Prinčič (chardonnay, sauvignon, pinot grigio)
Nessuna competizione, lui è il principe dei macerati proprio come il cognome. Friulano produce Ribolla Gialla, Pinot Grigio, Friulano, Sauvignon. Piccolo produttore di Oslavia, al confine con la Slovenia. Vini prodotti secondo antiche tradizioni, in grado di risvegliare sensazioni uniche e primordiali. Il Trebez di Dario Prinčič un blend di Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon, un vino serio e molto molto complesso, non per tutti. Troverete le spezie, la  frutta passita, la vaniglia, il pepe e note rintracciabili solo nel terreno vulcanico. Grandioso

Vinos Malaparte Il loro cognome sembra uscito da un libro di Camilleri, e con Curzio Malaparte non c’entra nulla, loro spagnoli di Segovia. Sono marito e moglie gentilissimi, sorridenti e quando parlano dei loro vini i loro occhi, si illuminano e allora cominciano a spiegartelo passo passo, a uno a uno. Due i vini che mi hanno entusiasmato Las Lomas 2014 un blend di 85% Tempranillo e il 15% Syrah,  semplice e sincero pieno di mineralità con un invecchiamento di 8 mesi in botti da 225 litri di media tostatura.  Il caldo e l’attento rispetto per la natura portano alla creazione del  Pico Lunar un 100% Sirah che riporta al naso e in bocca tutto il ritmo incalzante di una sevillana.

Movia Lo so qua è facile, ma come faccio a non citarlo? I vini di Movia sono costosi, impossibili,  ma di una singolare bellezza sia per i colori che per la bontà. Affascinanti, complessi, esagerati ma nello stesso tempo umili, come un vino artigianale deve essere. Amo i vini di Movia , ho provato il Veliko Belo un vino di punta, un blend di Ribolla Gialla, Sauvignon e Pinot Grigio,  un insieme di gusto, di stile e destinato alla filosofia pura kantiana. Un colore ambrato con note salmastre, minerali, eucalipto e scorza di limone. Ho anche apprezzato Lunar un po’ più semplice, una Ribolla Gialla dal colore ramato, ottenuta da macerazione e affinamento sulle bucce per 8 mesi. sprigiona un naso importantissimo arrivando a toccare note tostate di caffè e cacao. In bocca una suadente acidità che regala una ventata di freschezza.

Andiamo nella mia terra, la Sicilia. Qua il volto femminile dei vini naturali si chiama Cantina Marilina dove, Marilina e Federica, due sorelle, hanno dato vita ad un’azienda vitivinicola biologica e vegana sulle splendide colline di Noto. Il sole, il mare, la natura e non per ultimo l’amore trasmesso da Marilina e Federica porta in bottiglia vini complessi, dai colori ammalianti e dal gusto suadente.  Oltretutto è una delle poche cantine ad avere vini frizzanti creati con metodo ancestrale, (ne parlerò in un prossimo articolo). Andiamo ai miei vini preferiti, il Cuè proveniente da uve Moscato, un colore ambrato, caldo, con delle venature verde smeraldo, al naso un’esplosione vulcanica,  profumi di terra, di uva moscato appassita, biscotti, pane appena sfornato, vaniglia, lievito che si espandono al primo sorso ripresentando tutti i sentori sentiti al naso.  Mi è piaciuto tanto. Lo Sketta, Grecanico 100% dal colore aranciato, al naso sentirete la marmellata, i frutti di bosco, le note di rosmarino, la selce, i rovi caldi dell’estate, un vino secco asciutto iperbolico e spaventosamente buono. Quali dei due più buono? I vini della Cantina Marilina sono come le due sorelle che lo producono, impossibile decidere chi è la più bella.

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